lunedì, 02 novembre 2009
La mia recensione, su GENOVA NERA, del bel romanzo di Marco Videtta, "Un bell'avvenire".

Nel prossimo numero di
Genova Nera (dicembre),
una mia intervista con Marco Videtta.

videtta avvenire
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categoria:recensioni
giovedì, 22 ottobre 2009
Sabato 24 ottobre

ore 18

LIBRERIA I GIRASOLI

Via Emilia 44

con Riccardo Sedini di
GIALLOMANIA

febbraio 2009 027_bis

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categoria:presentazione, ladro di sogni
lunedì, 21 settembre 2009
Il podcast completo della trasmissione del 19 settembre 2009:
qua.


Il mio intervento è negli ultimi cinque minuti.
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categoria:presentazione, luca crovi, ladro di sogni, tutti i colori del giallo
mercoledì, 16 settembre 2009
Una mia nuova intervista

QUA
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categoria:interviste, intervista, ladro di sogni
sabato, 12 settembre 2009

 

Sala operativa della Capitaneria di Porto di Marsala.
Sicilia. Italia.
Agosto caldo e afoso di un qualunque anno del nuovo millennio.
Gli uomini sono stanchi. Provati. Esasperati.
Gli avvistamenti si susseguono a non finire.
Di giorno. Di notte. Gli ordini che arrivano sono contraddittori. I regolamenti sono contraddittori, vengono cambiati di continuo. I decreti legge sono all'origine di tutto. E le tensioni con Malta, con Cipro, con la Libia, con l'Unione Europea non migliorano il quadro. Il capo turno lo sa. Ha parlato con il comandante e ora fuma nervosamente mentre osserva il radar e i bollettini meteo. Tempo buono. Bonaccia. Temperatura alta. Le previsioni a breve, e a medio non danno variazioni. Ottime condizioni per una bella crociera. Pessime per chi aspetta i barconi.
Sul radar un puntino comincia a lampeggiare.

continua a leggere su CorriereAl...

(grazie a Angelo Marenzana)

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categoria:racconto, marenzana, prendete le braccia, corriereal
giovedì, 03 settembre 2009
LADRO DI SOGNI a RADIODUE RAI,
alla mitica trasmissione TUTTI I COLORI DEL GIALLO,
con Luca Crovi.

crovi
Sabato 19 settembre 2009, ore 13, RADIODUE RAI.


febbraio 2009 027_bis
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categoria:presentazione, radiodue, luca crovi, ladro di sogni, tutti i colori del giallo
mercoledì, 26 agosto 2009

Sergio Paoli e il suo “Ladro di sogni”

di Marilù Oliva

Ci fai una brevissima presentazione biografica di Sergio Paoli?IMG_3844bis

Sono
nato vicino al mare e ci tengo tantissimo a dirlo. Vivo in campagna e ne sono felice. Amo la musica, la pizza e considero le donne la salvezza dell’umanità. Come scrittore non ho fatto granché per più di 40 anni, poi ho pubblicato dei racconti brevi (Rumori di fondo — MEF), ben accolti dai pochi che li hanno letti. Dopo “Ladro di sogni” ho cominciato seriamente a pensare, a cosa non lo so. 

Se ti chiedessi di dirci qualcosa del tuo rapporto con la scrittura? (quando hai cominciato, etc...)

continua a leggere...
thrillermagazine
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categoria:intervista, ladro di sogni, thriller magazine, marilù oliva
lunedì, 24 agosto 2009

Luigi Bernardi, classe ’53, vive a Bologna. Dal 1978 opera nel mondo dell’editoria: ha iniziato occupandosi di fumetti, creando tra l’altro la casa editrice “L’Isola trovata”, che mandò in edicola la rivista Orient Express (con rubriche e i fumetti di Magnus, Giardino, Micheluzzi, Ferrandino, Saudelli, Cossu, Rotundo, Baldazzini, Brandoli e Queirolo, Cadelo e parecchi altri).

Nel 1985 ha contribuito a far nascere Glénat Italia, che rilanciò un grande personaggio del fumetto italiano, il Lupo Alberto di Silver, e costruì una rivista intorno alla Pimpa di Altan, e molte altre cose.

Nel 1988 ha anche scritto e pubblicato il suo primo libro, Destinazione utopia (Eleuthera, 1988), un saggio su “l’evasione impossibile di tre personaggi a fumetti”: Corto Maltese, Graziano Frediani di Mister No e Luca Boschi di Ken Parker. Per quel libro scrisse anche l’introduzione, Verso un paese lontano. Tra l’89 e il ’96, con Granata Press, ha pubblicato una serie di autori le cui opere sono oggi nei cataloghi di grandi editori. Cesare Battisti, Pino Cbernardi_luceacucci, Ivan Della Mea, Paolo Di Orazio, Giuseppe Ferrandino, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Stefano Massaron, Giancarlo Narciso, Davide Pinardi, Alda Teodorani, Nicoletta Vallorani; e le traduzioni: Didier Daeninckx, Paco Ignacio Taibo I, Paco Ignacio Taibo II, Léo Malet, Jean-Patrick Manchette, Patrick Raynal, Andreu Martin. Continua tutt’oggi a occuparsi di noir come consulente editoriale per Perdisa Pop (dopo averlo fatto per DeriveApprodi, Fazi, Einaudi, Dario Flaccovio e tanti altri).

Scrittore di narrativa, saggistica, fumetti e teatro. Un elenco delle sue pubblicazioni lo si trova qua.

“Senza luce” (Perdisa Pop, 2008) è il suo ultimo romanzo.

 
Grazie Luigi di essere qua. Cominciamo da “Senza luce”, il tuo ultimo romanzo. Hai detto “Mi sono servito di una situazione “reale”, non così straordinaria da non poter essere anch’essa inventata, l’ho riempita con la mia narrazione.”  Parlaci di questo, e di cosa volevi mettere in questo romanzo.
LB:
Mi interessava mettere in risalto che scarto che si viene a creare fra una situazione cosiddetta normale e una emergenziale. Come questo scarto agisce sulle psicologie individuali e come sappia creare dinamiche che altrimenti non sarebbero possibili, o comunque risulterebbero altamente improbabili. È quasi un esperimento comportamentale: prendiamo un po’ di persone, mettiamole al buio e vediamo come reagiscono. Naturalmente io queste persone le conoscevo, per averle inventate e frequentate durante parecchi mesi della mia vita.
 

Essere “senza luce” significa essere soli con sé stessi: tutte le sensazioni, le emozioni e ciò che proviene dagli altri sensi è come amplificato. Significa anche badare di più all’essenza, all’introspezione personale. Come sono questi personaggi di Senza luce e pensi che siano paradigmatici di come siamo noi oggi?

bernardi1LB:
Non so se i personaggi di Senza luce siano tutti paradigmatici, alcuni – come lo scrittore Domenico o il misterioso Ivano – hanno soltanto una funzione narrativa: ci sono perché altrimenti il romanzo risulterebbe zoppo. Gli altri sì, sono in qualche misura quello che siamo diventati, magari senza accorgercene: tipi umani che incrociamo ogni giorno per strada, vicini di casa, parenti, per molti versi noi stessi.
 

Se fossimo davvero senza luce saremmo sul serio in grado di guardarci dentro e di tirarne fuori qualcosa di buono?

LB:
Qualcosa di buono non so, ma qualcosa sicuramente sì. L’uomo ha dimenticato la propria natura di essere animale. Se venisse a mancare la luce, per sempre voglio dire, l’uomo modificherebbe i ritmi della propria vita, si adeguerebbe al ciclo naturale delle ore e delle stagioni, senza pensare di essere così superiore da potersene infischiare. Ma anche un blackout temporaneo è capace di precipitarci in piena emergenza. E le emergenze ci spaventano, non sappiamo come affrontarle. Ci danno una percezione inedita di noi stessi alla quale di solito reagiamo inadeguatamente.
 

Quanto conta per te la cronaca, la realtà raccontata dai media in quello che scrivi e racconti, e come la lavori, per arrivare ad una tua storia?

LB:
La cronaca racconta cosa fanno davvero certe persone. È un termometro dell’instabilità psichica dell’essere umano. Ci permette di conoscere meglio la sua psicologia e, di conseguenza, di raccontarla.
 de-andre

Ti cito Pasolini come me lo ha citato Loriano (Macchiavelli): “Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace”. Che ne pensi? 

LB:
Te la metto giù un po’ criptica: credo che chi scrive debba essere un io che aspira a raccontare loro, mai dimenticando che loro siamo noi. Non mi piacciono quegli scrittori che prendono le distanze da quello che raccontano, facendo così credere di sentirsi diversi, migliori. Meglio tornare a Fabrizio De André: Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti.
 

Romanzi noir, thriller a sfondo sociale, romanzi politici. Romanzi di genere e non. Romanzi d’inchiesta. Non sei stanco di definizioni? Già che ci sei, me ne dai una del tuo modo di scrivere?

LB:
ballardLe definizioni sono semplificazioni richieste dal mercato. Servono agli editori per capire cosa stanno pubblicando, ai librai per sapere cosa stanno esponendo, ai lettori per identificare cosa si stanno portando a casa. Non sarebbe un problema, se ognuno avesse chiaro di cosa si sta parlando. Lo diventa quando si legge che Camilleri scrive dei noir e Ballard è stato un maestro del cyberpunk. Il mio modo di scrivere? Una narrazione del possibile.
 

Quando parlo a molte persone di scrittori famosi che ammiro (e che vendono come De Cataldo, Carlotto, Wu Ming per esempio) è come vedere un ciccione correre: si nota lo sforzo (per capire di che si parla). Gli italiani leggono poco? Mi pare che conosci la realtà di altri paesi europei, come la Francia. Là che fanno, visto che leggono molto di più di noi? O è solo un luogo comune?

LB:
Io non credo che il problema sia leggere poco o troppo. Il problema è leggere bene o male. In Italia si legge poco e male. In altri paesi si legge di più ma altrettanto male. Un Don Delillo, per farti un esempio, è letto poco in tutto il mondo, una Stephanie Meyer è letta tanto dappertutto. Che mi frega se la gente legge di più leggendo libri orrendi? Davvero non si vorrà credere ancora alla sacralità del libro? Gran parte dei libri che si pubblicano sono un prodotto dell’intrattenimento, e come tale vanno considerati, alla stregua dei film di Natale o del fumetto commerciale. Per questo non credo alla campagne per la lettura o ad altre amenità del genere. Se convinco qualcuno a leggere un libro e poi quello mi legge Faletti, non penso di poter dire che ho lavorato per la crescita culturale della nazione.
 

“Credo che la scrittura debba fare male, scoprire i nervi e provocare cortocircuiti. Gli scrittori sono troppo indulgenti con il mondo intorno, cercano la fama e il profitto, una fetta di torta qualsiasi. A me interessa illuminare zone di buio, con le mie storie, i miei personaggi, il mio stile. Dentro quel buio ci sono anch’io, ci siamo tutti noi.” L’hai detto tu. “Voglio una letteratura perturbante e non consolatoria”, hanno scritto di recente i Wu Ming. Cosa vuol dire “far male”, “perturbare”?

LB:
Vuol dire mettere in discussione le certezze che ognuno ha. Certezze spesso assolutamente illusorie, che crollano con il crollare di alcuni presupposti. Come per esempio che un giorno la luce si può spegnere, o il gas non arrivare più in Italia a causa di conflitti fra paesi che neppure conosciamo. Le certezze che abbiamo spesso le abbiamo soltanto perché ci vengono comunicate come tali. Crediamo in quello che ci dicono. Io voglio provare a comunicare non solo gli inganni dell’apparenza, ma anche quelli della certezza.
 

L’Italia è piena di aspiranti scrittori, ma sembra molto meno piena di aspiranti bernardi2lettori. Come la vedi e perché oggi uno dovrebbe sognare di diventare scrittore?

LB:
Lo scrittore sarebbe un mestiere niente male: soldi, viaggi, fan e la sensazione di essere padrone del tuo piccolo mondo. La realtà è molto diversa: di soldi ce ne sono pochissimi, i viaggi bisogna pagarseli, i fan andarseli a cercare e la padronanza del mondo si fa presto a capovolgere in schiavitù. Detto ciò, c’è comunque chi fa carte false per una vita del genere: potenza dell’illusione… A parte gli scherzi: scrivere è importante, ci sono scrittori fondamentali per capire il proprio mondo e il proprio tempo. Ce ne sono stati nel passato, ce ne sono nel presente, e ne servono nel futuro.
 

Hai detto: “credo nelle ossessioni e nella letteratura. Lo scrittore è ossessionato dalla scrittura. La sua vita ne è intrisa.” Io, da scribacchino in erba, mi ci sono ritrovato. Per te, cosa vuol dire, concretamente?

LB:
Se fossi disonesto ti risponderei che vuol dire andare in giro con il taccuino appresso. Ma è una sciocchezza da scuola di scrittura. L’ossessione nasce dalla predisposizione a farsi domande. Cosa succederebbe se? La giornata dello scrittore è un fuoco di fila di domande, di percorsi ipotetici, di deviazioni che spesso non portano da nessuna parte ma che si giustificano proprio per la loro inutilità.
 
littelCosa ti ha entusiasmato ne Le benevole di Jonathan Littell?
LB:
La convincente e non scontata capacità dell’autore di dare voce al male.
 
Come lavori, praticamente, quando scrivi un romanzo?
LB:
Cerco di pensare solo alla storia, e ancora di più ai personaggi che la muovono. Ma tanto arriva subito qualcuno che mi disturba…
 
Come si fa a non scrivere cose pallose?
LB:
Non mi pongo il problema. Ci sono bellissimi romanzi pallosi e noiosissimi romanzi scoppiettanti.
 
Quali sono le prime cose che ricordi di aver letto, da bimbo proprio, e ti hanno affascinato?
LB:
I titoli del quotidiano Il resto del Carlino, che i miei qualchbernardi3e volta compravano la domenica. Non erano tanto i titoli ad affascinarmi quanto le parole, la possibilità di ritagliare le lettere e di formarne di nuove.
 
Che musica ascolti?
LB:
Sono un ascoltatore onnivoro e un devoto di Giovanni Lindo Ferretti in ogni sua incarnazione. Per la scrittura, la musica è un buon trainer, ma solo mentre ci si prepara a cominciare. Dopo, durante la scrittura, silenzio assoluto.
 
Vorrei sapere se hai dei sogni, e quali.
LB:
I miei sogni semmai li direi a un analista. Siccome non ho un analista, figuriamoci se li racconto a te…
 
Grazie!
 
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categoria:interviste, intervista, bernardi, senza luce
venerdì, 21 agosto 2009

GENOVA
FESTA NAZIONALE PDFESTA_DEMOCRATICA.LOGO.jpg.bigTERRAZZA "FRONTE DEL PORTO"

22 agosto "LA MILANO NOIR"  ore 18,00

Analisi dell’essere milanese: milanesi e stili narrativi a confronto. Ma, Milano è una location noir ideale o scontata ? Scerbanenco insegna e i nuovi scrittori crescono.

Interverranno:

PAOLO ROVERSI / DI GIULIO MATTEO /

SERGIO PAOLI / SIMONE SARASSO
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Incontri con gli autori curati dal moderatore:

RICCARDO SEDINI di GIALLOMANIA:


Ore 19,00 Break: degustazione gratuita e primo concorso nazionale del biodrink e del biococktail
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categoria:presentazione, roversi, sarasso, ladro di sogni, di giulio
mercoledì, 19 agosto 2009

Una mia intervista "culinaria" per Genova Nera.


Sergio Paoli, cucina semplice ma in compagnia
a cura di Sandra Berriolo


Se la materia di cui tratta un narratore è la materia umana, cosa ci dobbiamo aspettare dalla ristorazione, cioè dalla professionalità di un cuoco?


Che sia onesto, come uno scrittore deve essere. Che sia se stesso e non faccia finta di essere altro. Che mi dia qualcosa di autentico, pieno di sostanza e non dia troppa importanza alla forma. Niente condimenti esagerati per mascherare la mancanza di qualità. Non amo quei piatti benissimo presentati che si risolvono in due forchettate di una salsina insipida, per dire....



genova nera
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categoria:intervista, ladro di sogni, genova nera